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I Rom nell'arte

La “tedofora” del giardino del Getsemani

15 feb , 2021  

 

Hédroit, la moglie del fabbro che si offrì volontariamente di forgiare i chiodi per la crocifissione di Gesù, sostituendosi al marito invalido, appare anche nel ruolo di una donna che con in mano una lampada accesa accompagna la soldataglia mandata ad arrestare Gesù nel giardino del Getsemani.

La sua figura, ispirata alle sacre rappresentazioni teatrali dei Misteri della Passione[1], ha goduto di una grande popolarità nel tardo Medioevo e appare talvolta in alcuni dipinti, sculture e soprattutto miniature del XIV e XV secolo, specialmente in Francia. Nelle opere artistiche più antiche, Hédroit è rappresentata nelle vesti di un’ebrea o di una semplice popolana, come in un avorio francese “La cattura di Cristo” del XIV secolo (Museo Wallace di Londra) o nella miniatura “L’arresto di Cristo” che illustra “Les Très Belles Heures de Notre-Dame du Duc Jean de Berry”, 1389-1409 (Biblioteca nazionale di Parigi).

A partire dalla metà del Quattrocento, dopo l’apparizione dei Rom nell’Europa occidentale, il personaggio di Hédroit sulla scena dell’arresto di Gesù subisce una trasformazione iconografica e viene rappresentata nei panni di una zingara, vecchia e arcigna, che, a differenza delle guardie che reggono torce e fiaccole, porta sempre una lampada.

La ragione di questa sostituzione risiede essenzialmente nel fatto che Hédroit era la moglie del fabbro e nell’immaginario popolare e artistico lo zingaro era il fabbro per eccellenza. Inoltre nella tradizione teatrale dei Misteri della Passione, Hédroit era la serva del sommo sacerdote Anna e una donna cattiva e senza scrupoli che aveva un odio mortale per Gesù Cristo. Quando Malco, un famiglio al servizio di Anna, la avvisa che va al giardino degli ulivi per arrestare Gesù, ella si mette alla testa della spedizione notturna con la sua lanterna.

Una delle prime testimonianze iconografiche in cui Hédroit appare acconciata “alla zingara” è il dipinto L’arresto di Cristo del cosiddetto Maesto di Dreux Budé, identificato con André d’Ypres, datato 1450 circa e conservato nel Museo del Louvre di Parigi. Si tratta di un pannello, che costituiva l’ala sinistra del “Trittico Dreux-Budé”, commissionato appunto da Dreux Budé, notaio e segretario del re Carlo VII, per la cappella della Vergine e di San Cristoforo nella Chiesa dei SS. Gervasio e Protasio di Parigi.

Nella notte fatidica, sullo sfondo di un cielo notturno, costellato di stelle e di una falce di luna, e della città murata di Gerusalemme, con guglie gotiche, una moltitudine di guardie con armi e torce irrompe nel giardino degli ulivi per arrestare Gesù. Al centro della scena una vecchia zingara, con un mantello rosso e uno strano copricapo, facendosi scudo al viso con la mano sulla fronte, illumina con una lanterna il viso di Cristo in modo che Giuda non si sbagli nell’oscurità della notte. Ai loro piedi in primo piano Malco, il servo del sommo sacerdote a cui è appena stato mozzato l’orecchio da San Pietro, armeggia sulle ginocchia con la mano sulla ferita alla ricerca della sua lanterna rotta. San Pietro con un’espressione soddisfatta, ripone la spada nel fodero, su cui è poggiata la mano di Cristo. A sinistra sono ritratti il committente e suo figlio, inginocchiati. Dietro di loro vi è San Cristoforo, che porta Gesù bambino sulle spalle.

A questo schema si ispirarono diversi artisti, specialmente i miniaturisti dei cosiddetti “Libri d’Ore”, raccolte di preghiere ad uso dei fedeli, quasi sempre arricchiti di miniature, in voga dal XIV secolo specialmente in Francia, e adatti a illustrare gli episodi e i personaggi evangelici della tradizione popolare. Un esempio è Il bacio di Giuda, una miniatura del “Livre d’heures de Louis XII” di Jean Bourdichon, pittore e miniatore francese allievo di Fouquet, 1498-99, Museo Marmottan di Parigi, dove si vede rappresentata la stessa scena e appare una zingara con le stesse caratteristiche iconografiche.

 

191Maestro trittico Dreux 1450b         192Bourdichon_Heures de Louis XII 1598-99b

Maestro di Dreux-Budé (André d’Ypres), L’arresto         Jean Bourdichon, Il bacio di Giuda, nel “Livre d’heures

     di Cristo, 1450, Parigi, Museo del Louvre                         de Louis XII”, 1498-99, Parigi, Museo Marmottan

 

La zingara Hédroit appare nella miniatura L’arresto di Cristo nelle “Heures de Charles de France” di un artista anonimo, detto appunto Maestro di Carlo di Francia, 1465, Biblioteca Mazarine di Parigi, dove si vede la schiera dei soldati che escono dalle mura di Gerusalemme per irrompere nel giardino del Getsemani, che sorgeva poco fuori dalla città.

A sinistra si distingue l’imponente figura di Hedroit, con un voluminoso copricapo di stoffe intrecciate legato sotto il mento, che sovrasta le teste delle guardie, mentre solleva in alto la lanterna per illuminare la scena che si svolge in primo piano. Giuda, con in mano la borsa dei denari, bacia Gesù, intento a guarire Malco con l’orecchio tagliato da San Pietro, che a sua volta rinfodera la spada. Anche Malco, come Hédroit, porta una lanterna, rotolata a terra durante la colluttazione, che è un chiaro attributo iconografico che indica il legame che li accomuna.

Questo lavoro si ispira a un’altra miniatura, L’arresto di Cristo, di uno dei più famosi pittori e miniatori francesi del XV secolo, Jean Fouquet, che aveva decorato una decina d’anni prima il “Livre d’heures d’Étienne Chevalier”, commissionato da Étienne Chevalier, tesoriere del re Carlo VII, datato 1450 circa, Museo Condé di Chantilly. Ma qui la scena si presenta meno drammatica e più narrativa, con l’introduzione dell’episodio evangelico di un discepolo, forse Giacomo il Minore, figlio di Alfeo, che fugge abbandonando la sua tunica nelle mani di un soldato. Inoltre la vecchia con in mano la lanterna non è una zingara, ma una semplice donna del popolo.

 

193Charles de france1465                  194Fouquet

Maestro di Carlo di Francia, L’arresto di Cristo,                     Jean Fouquet, L’arresto di Gesù, 1450,

1465, “Heures de Charles de France”, 1465, Parigi,                 “Livre d’heures d’Étienne Chevalier”,

Biblioteca Mazarine                                                                       Chantilly, Museo Condé

 

Una straordinaria testimonianza delle motivazioni storiche e culturali che sottendono alla figura di Hédroit in chiave “zingara” è costituita dal dipinto L’arresto di Gesù, un pannello della pala d’altare della Passione del pittore alsaziano Gaspar Isenmann, 1465, Museo Interlinden di Colmar.

Il dipinto è una chiara trasposizione in chiave artistica delle recite teatrali delle scene della Passione, che si svolgevano durante la Settimana Santa sui palcoscenici allestiti nelle piazze, nelle chiese e negli oratori. Come nel teatro, anche qui la vicenda dell’arresto di Gesù è rappresentata in forma narrativa, in due momenti diversi. A sinistra si scorge un drappello di soldati che avanza nella campagna con armi e fiaccole, guidati da Giuda con i capeli rossicci che indica la strada. Gli apostoli stanno dormendo per terra, mentre Gesù inginocchiato ai piedi di una roccia prega davanti a un ostensorio. A destra si svolge la drammatica scena dell’arresto di Gesù. Pietro con un colpo di spada recide l’orecchio di Malco, che, caduto a terra con la lampada, pone una mano alla spada e tenta con l’altra di difendersi. Dietro vi è Giuda che bacia Gesù, trattenuto da un soldato, che ha in mano l’orecchio del malcapitato Malco.

All’estrema destra vi è una vecchia zingara, rugosa e arcigna, che indossa una lunga veste verde e un mantello rosso, annodato a una spalla, e il caratteristico turbante circolare, con la lampada in mano che digrigna insulti dalla sbocca sdentata. E’ una reminiscenza del passaggio delle comitive zingare nel bacino del Reno, così intenso e frequente verso la metà del XV secolo, che si realizza attraverso l’espressività quasi caricaturale del volto, che caratterizza lo stile dell’artista.

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Gaspard Isenmann, L’arresto di Gesù, 1465, Colmar, Museo Interlinden

 

 NOTE

 

[1] Tra i più noti ricordiamo “Le Mystère de la Passion d’Arras” di Eustache Mercadé (1420-30); “Le Mystère de la Passion” di Arnould Gréban (1458), “Le Mystère de la Passion di Angers” di Jean Michel (1468).

 


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