003Natività Maria_Studenica 1314a

I Rom nell'arte

La Natività di Maria Vergine

17 dic , 2020  

Per analogia con la rappresentazione della Natività di Gesù, la presenza della figura femminile della zingara, seppure in un numero limitato di casi, caratterizza le scene legate alla nascita di Maria Vergine. L’episodio non compare in nessuno dei testi canonici, ma viene narrato nel cosiddetto Protovangelo di san Giacomo, che pone la nascita di Maria a Gerusalemme nella casa di Gioacchino e Anna. Tradizionalmente, sullo sfondo di una città, è raffigurata sant’Anna sul letto, che ha appena partorito e viene assistita dalle ancelle che le offrono cibo e doni. In disparte vi è la scena del bagno di Maria.

Nell’affresco della Natività di Maria nella chiesa di San Pantaleo di Nerezi (Repubblica di Macedonia), del XII secolo, sant’Anna è reclinata su un grande letto, accudita da due ancelle. A sinistra, in primo piano, vi è la scena del bagno di Maria bambina, che non sembra derivare da una specifica tradizione, ma dall’uso iconografico già invalso nell’arte bizantina circa la natività di Gesù. Una levatrice, dal viso scuro e con un grande foulard che cinge la testa e il collo, immerge la neonata in una grande vasca rotonda, mentre una serva versa l’acqua.

Nella Natività di Maria nella chiesa del monastero di Studenica, nella Serbia centrale, XIV secolo, troviamo una scena maestosa con un ricco apparato iconografico. Sullo sfondo di una complessa architettura urbana, al centro dell’affresco è rappresentata sant’Anna, seduta sul letto, aiutata da due ancelle. Attorno a lei una processione di donne con il capo scoperto e con le vesti senza maniche o a maniche corte, come si addice alla servitù, che portano cibo e doni in grandi vassoi, mentre una di loro con un flabello variopinto rinfresca la puerpera e la neonata. A destra appaiono san Gioacchino e una serva accanto a Maria, distesa in una culla, avvolta nel “maphorion”, il velo che nelle rappresentazioni pittoriche copre il capo e le spalle di Maria in età adulta. In basso a sinistra vi è la scena del bagno, con una levatrice accovacciata per terra con in braccio Maria che si distingue nettamente da tutte le altre donne per il colore scuro della pelle, il viso orientaleggiante e il grande foulard in testa, secondo il modello iconografico di Salomè nella Natività di Gesù del XIV secolo nel monastero di Visoki Decani, in Kosovo.

002Natività Maria_san Pantaleimon1a         003Natività Maria_Studenica 1314a

            Natività di Maria, XII secolo, chiesa                                         Natività di Maria, XIV secolo, chiesa di

di San Pantaleo di Nerezi (Macedonia)                                      Studenica (Serbia)

 

Questa tipologia bizantina, rielaborata attraverso uno schema geometrico, più astratto e dai colori più brillanti, che ne accentuano la solennità, ebbe un importante sviluppo nelle icone russe, specialmente nella produzione di Novgorod.

L’icona della Natività della Vergine della scuola di Novgorod, XV secolo, Museo Storico di Novgorod, l’evento avviene all’interno di una casa, le cui strutture architettoniche appaiono sullo sfondo. Sul lato sinistro campeggia la figura di Anna, sdraiata su un grande letto incurvato, in atteggiamento di contemplazione. Una donna porge alla puerpera una coppa con un farmaco, mentre un’altra porta delle uova, simbolo di fecondità e rinnovamento, e un’altra fa aria con un flabello variopinto. A Gioacchino viene riservato un posto secondario, con la sua figura più piccola di quella degli altri personaggi, che resta in disparte e guarda da una finestra dall’alto della stanza. Maria appare distesa nella culla avvolta tutta in fasce tranne la testa, accudita da due giovanissime fantesche. In basso a sinistra è rappresentata la consueta scena del bagno, dove l’ancella con in braccio Maria indossa una lunga veste annodata sopra la spalla e un foulard, secondo lo schema iconografico delle natività di Gesù del XV secolo di scuola cretese.

Un esempio di rappresentazione iconografia di epoca tarda, che tramanda e riproduce modelli tradizionali, è un’icona greco-bizantina della Natività della Vergine, datata 1785, Museo delle Belle Arti del Petit Palais di Parigi. Sant’Anna riposa in un letto riccamente decorato, affiancata da Giacchino e servita da alcune ancelle, che portano doni e generi di conforto. In basso a destra la levatrice che con una mano saggia l’acqua per il bagno della neonata indossa un foulard annodato dietro la nuca e presenta tratti somatici diversi da tutti gli altri personaggi, compresa l’altra levatrice che versa l’acqua nel recipiente, che rimandano alla tipologia delle donne zingare.

004Natività Maria_ Novgrad XV                          06Natività della Vergine_Grecia 1785

    Natività della Vergine, XV secolo, Novgorod,                Anonimo, Natività della Vergine,

Museo Storico                                                                        Grecia, 1785

 

     Uno dei più interessanti esempi nella grande svolta di rinnovamento artistico in Italia nei secoli XIII-XIV è la Natività della Vergine, un mosaico del pittore romano Pietro Cavallini nella chiesa di Santa Maria in Trastevere a Roma, datato 1291 circa. In questa composizione si nota ancora la forte influenza dell’arte bizantina, nei fondali d’oro, nelle quinte architettoniche del fondo, nei ricchi tendaggi della camera e nel formalismo ieratico delle figure di sant’Anna e delle due donne che portano bevanda e cibo, nonché nel volto di Maria (https://www.frammentiarte.it/2014/01-nativita-della-vergine/).

A questi motivi possiamo aggiungere il bagno della neonata, dove la donna, seduta su uno scranno con in braccio Maria, accanto alla serva in piedi che versa dell’acqua da una brocca in un capiente bacile, ricalca la zingara, con la lunga veste fino ai piedi e il copricapo legato sotto il mento, della tradizione iconografica bizantina.

 

07Pietro_Cavallini

Pietro Cavallini, Natività della Vergine, 1291 circa, chiesa di Santa Maria in Trastevere, Roma

 

In un’incisione dell’artista veneziano Agostino de Musi con la Nascita della Vergine, eseguita nel 1540, lo scenario è costituito dall’interno di un palazzo signorile, ricco di ornamenti architettonici, decorazioni e arredamenti. Sant’Anna, adagiata sul letto dopo il parto, è assistita da alcune serve che portano vassoi con cibi e bevande, mentre putti e angioletti alzano le tende che occultano il travaglio. In disparte vi è San Gioacchino, appoggiato a una colonna, pensieroso e in ansia. Tutt’attorno è indaffarata la servitù, costituita essenzialmente dalla componente femminile. Tra le diverse donne affaccendate in mansioni e compiti diversi, sono ritratte alcune zingare, con il classico intreccio di stoffe legato sotto il mento, dalla levatrice che al centro sta facendo il bagno a Maria Vergine, all’ancella che porge un vassoio a Sant’Anna, alla vecchia serva che sta salendo le scale del piano inferiore.

 

08Musi_Natività Maria Vergine

Agostino de Musi, Natività di Maria Vergine, 1540

 

BIBLIOGRAFIA

 

https://www.frammentiarte.it/2014/01-nativita-della-vergine/.


Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *