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I Rom: uno, nessuno, centomila nomi

3 dic , 2015  

I ROM: UNO NESSUNO, CENTOMILA NOMI

 

Nessun popolo è stato chiamato con così tanti nomi: nomi curiosi, esotici, maledetti, temuti, ironici, romantici… E nessun nome ha saputo indicare la vera identità di questo popolo. Tutti i nomi attribuiti ai Rom attraverso i secoli e nei vari stati si riferiscono, infatti, a dati esteriori come la provenienza, i mestieri, le fattezze fisiche o il loro modo di vita.

In India e nella valle dell’Indo i Rom erano detti Jat (forse paria). Al loro arrivo in Persia nel V secolo vennero chiamati Luri (menestrelli) e subito dopo ribattezzati Zott dagli arabi. In Iraq vennero detti Kowli (neri); in Siria Kurbat (vagabondi); in Palestina Nawar (fabbri); in Egitto Ghaghar (stranieri). Nell’Asia occidentale e in Medio Oriente fiorirono poi numerose altre denominazioni, come Karachi (neri), Duman (uomini cattivi) a Bagdad, Multani (originari di Multan sull’Indo) nel Turkmenistan, Helebi (di Aleppo) nella Siria nord-occidentale, Bocha (vagabondi) in Armenia, Harami o Bocharami (sporchi o briganti) nei paesi arabi.

Nell’impero bizantino i Rom arrivati poco dopo il Mille furono etichettati come Atsingani (intoccabili), nome che è all’origine del termine italiano Zingari, del tedesco Zigeuner, del francese Tsiganes, del russo Cykan, dell’ungherese Czigáni.

Al loro arrivo nell’Europa centrale e occidentale furono detti Egiziani, (da cui Gypsies, Gitani, Gitanes) e anche Bohémiens in Francia, Griegos in Spagna, Heiden (pagani) in Olanda, Tattaren (tartari) in Danimarca e Svezia, Sarrazins (Saraceni) in Francia, Mustalais (neri) in Finlandia, Filistei in Polonia. E ancora Katsiveloi (da “captivelli”?) in Grecia, Pharao-néphek (la razza del Faraone) in Ungheria, Färäwni (Faraoni) in Turchia, Netotsi (selvaggi) in Romania, Slavi, Nomadi, Vaganti, Figli del Vento, Figli di Boemia… Ultime cicale in un mondo di formiche.

Se poi passiamo ai soprannomi locali la lista si allunga notevolmente: Cascarots (pelle povera) nei paesi baschi; Calourets (neri) in Vandea; Yiftes (Egiziani) nella Grecia continentale; Ciarávuli (indovini) in Sicilia; Piulòt (pidocchiosi) in Piemonte; Pigre (pigri) in Abruzzo; Strólech (astrologi) in Lombardia.

La ziganologia, la scienza che si occupa della cultura zingara, ha fatto giustizia di tutti questi termini con cui sono stati definiti gli zingari e ha restituito il loro vero nome: Rom che nella loro lingua, il romanés, significa ‘Uomini’.

Ci sono poi altre autodesignazioni: Sinti (Rom dell’Europa centrale), Manouches (un gruppo sinto della Fancia, Alsazia e Belgio), Kalé (Rom della penisola iberica, del Galles settentrionale e della Finlandia) con la variante Calons (Rom dell’America latina), Romanichél (Rom della Francia, dei Paesi Baschi e dell’Inghilterra).

Il nome etnico originario e universale di queste popolazioni è Rom, termine di origine indoeuropea che deriva dalla radice *ghdom (uomo, terra). Tale nome si conserva in numerosi gruppi dell’area balcanica, slava e del meridione d’Italia (i Rom propriamente detti).

I nomi indicanti gli altri sottogruppi sono formazioni posteriori derivanti dai contatti con l’ambiente esterno, fondamentalmente indiano. Sinti è un ‘aggettivo’ toponomastico che significa “del Sind”, una regione del Pakistan occidentale: i Sinti sarebbero quindi i Rom del Sind. Anche Kalé è un aggettivo e significa ‘neri': quindi sarebbero i Rom Neri. Manouches (dal sanscrito manusa) significa “uomini qualunque” ed è una volgarizzazione indiana dell’etnonimo Rom. Al contrario Romanichél (da Romani Chave = i Figli della Terra) è una enfatizzazione di Rom: che altro sarebbero gli Uomini se non Figli della Terra?

I molteplici gruppi che costituiscono l’etnia rom si suddividono a loro volta in base a quattro criteri principali:

1.Territorio di provenienza o di prolungato insediamento (aggiungono un aggettivo di luogo): Sinti Piemontesi, Sinti Estrexarja (austriaci), Sinti Kranarja (della Carnia), Rom Abruzzesi, Rom Harvati (della Croazia), Russka Romá, Sibir­ska Romá (zingari siberiani) e inoltre, in senso geografico lato, Sinti Gačkane (tedeschi), Rom Arlija (= del posto) della Macedonia.

  1. Professione esercitata tuttora o in passato: Rom Kalderaš (calderari), Lovara (allevatori di cavalli), Čurara (fabbricanti di canestri e setacci), Zlátari (cercatori d’oro), Lautari (musicisti), Majmundji (ammaestratori di scimmie).
  2. Caratteristiche fisiche: (Rom) Kalé della penisola iberica e (Rom) Calons dell’America latina.

4.Culturali: Rom Xoraxané (musulmani), Sinti Lalleri (‘muti’, ossia parlanti un altro idioma), Sinti Eftavagarja (‘delle 7 carovane’), Sinti Mučcini (‘arrabbiati’, dal ted. Mütchen, o ‘ciccaioli’ dal pavese mucén = mozzicone di sigaretta).

 

 

 

 

I vari passaggi dal primitivo autonimo Rom alle attuali denominazioni sono chiaramente osservabili dal seguente schema:

 

ROM
(Rom)-Rom (Rom)-Sinti (Rom)-Kalé (Rom)-Manuš (Romani)-Chave
Rom Abruzzesi Sinti Piemontesi Kalé Manouches Romanichél
Rom Harvati Sinti Estrekarja Calons
Rom Lovara Sinti Gačkane
Rom Kalderaš Sinti Mučini
Rom Kanjarja
Rom Xoraxané

 

 


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